Stress cronico e disturbi psicosomatici

L’importanza di intervenire anche a livello psico-corporeo.
Si parla tantissimo di stress e spesso lo facciamo abusando anche del termine. Mi sono ritrovata spesso in piazza, al mercato, il sabato mattina a chiacchierare con qualche amico che, alla domanda “come stai?” mi ha risposto: “Lascia perdere, sono molto stressato in questo periodo!”


La maggior parte delle persone associa lo stress a periodi particolarmente complessi o ricchi di cambiamenti come ad esempio un trasloco, la ricerca di un nuovo lavoro, la nascita di un figlio, gli impegni che si accumulano e troppe cose da fare. Ma ci sono eventi e modi di affrontare gli eventi che spesso portano a quello che viene chiamato “distress”, cioè uno stress prolungato, cronico, associato a sintomi psico fisici che spesso vengono sottovalutati.
Il distress, si manifesta anche con paura, ansia, insicurezza, timore di perdere il controllo di ciò che ci circonda e si può aggravare in particolare ( ma non solo ) quando viviamo degli eventi particolarmente traumatici, ad esempio quando ci viene comunicata la diagnosi di una malattia o un lutto, la perdita del lavoro o la fine di una relazione affettiva. Ragionare di stress prendendo in esame la persona a livello mentale e fisico è fondamentale.
Il nostro corpo è predisposto a sostenere e gestire lo stress, ma in piccole quantità e non per lungo tempo.Lo stress, infatti, non è necessariamente un fattore negativo, perchè, se temporaneo, è una necessaria e fisiologica reazione di adattamento, che rende l’organismo più ricettivo di fronte a situazioni impegnative. Quello che è grave per la salute è il trasformarsi dello stress da temporaneo a cronico. Infatti, quando diventa cronico, cioè perdura per molto tempo, può produrre effetti rilevanti.


Perchè è importante intervenire a livello psico corporeo?


Entriamo nello specifico. A livello dell’esofago, lo stress può rendere difficile la deglutizione degli alimenti, con lo sviluppo di una sintomatologia di rifiuto del cibo: tecnicamente si definisce sviluppo del “bolo isterico”. È fondamentale intervenire tempestivamente quando insorgono tali sintomi.
Allo stomaco, lo stress può agire facendo sentire maggiormente alla persona il dolore, il gonfiore e la nausea con vomito. Contrariamente alla credenza popolare, lo stress non aumenta la produzione di acido nello stomaco, né provoca ulcere gastriche. Questi ultimi sono causati da un’infezione batterica! Ma sotto stress chi già soffre di ulcera potrà avvertirla come più fastidiosa.


L’intestino è forse l’organo più sensibile allo stress. Una condizione di stress cronico può influenzare la velocità con cui il cibo si muove nell’intestino e può causare diarrea o costipazione. Inoltre, lo stress può indurre spasmi muscolari nell’intestino che possono essere dolorosi. Chi soffre di “colon irritabile” lo sa bene che sotto stress può riferire un netto aumento della sintomatologia. Inoltre, la produzione di gas correlata all’assorbimento dei nutrienti può aumentare. Lo stress può indebolire la barriera intestinale e consentire ai batteri di entrare e proliferare nel corpo. Sebbene la maggior parte di questi batteri sia facilmente curata dal sistema immunitario e non ci fa ammalare, il costante abbassamento delle difese immunitarie dovuto allo stress può portare a sintomi cronici.


Quando lo stress è elevato, nelle donne, c’è una maggiore possibilità di sviluppo di cistiti e herpes simplex. Inoltre, chi soffre della sindrome dell’ovaio policistico sa bene quanto lo stress possa influenzare maggiormente tale condizione, peggiorando la qualità della vita e il rapporto con il proprio corpo. Sempre nelle donne, lo stress può influenzare il ciclo mestruale, ad esempio, alti livelli di stress possono essere associati a cicli mestruali assenti o irregolari, ma anche ad alterazioni del desiderio sessuale.

Anche negli uomini, come nelle donne, lo stress causa una maggiore produzione di ormoni come cortisolo ed epinefrina. Alti livelli di cortisolo, persistenti e protratti nel tempo, come quelli tipici di una condizione di distress, comportano interferenze endocrino-metaboliche deleterie per la sessualità: più i livelli di questi ormoni sono alti, maggiormente ridotto sarà il desiderio sessuale e più alta sarà la probabilità di incorrere in disfunzioni sessuali.


Come intervenire a livello psico corporeo?

Le cause dello stress cronico possono riguardare diverse sfere della vita di una persona, da quella familiare a quella lavorativa ed è fondamentale considerare tutti questi aspetti.
Molto utili, all’interno di un percorso di sostegno psicologico o di psicoterapia, sono le tecniche di rilassamento e gli interventi che vanno ad agire anche a livello corporeo, non solo psichico.
I miglioramenti che si ottengono riguardano tutti i piani del funzionamento umano:
Emotivo, Cognitivo, Fisiologico e Biologico.
In particolare, all’interno di un percorso di sostegno psicologico o di psicoterapia, si può andare ad agire su:

  • respirazione; recuperando la respirazione diaframmatica profonda, l’unica in grado di generare condizioni di calma e di benessere.
  • tensione cronica; sciogliendo contrazioni e tensioni croniche, per aumentarne la percezione di zone bloccate e divenute poco sensibili.
  • posture e movimento; specifiche sequenze di movimenti al fine di recuperare apertura, morbidezza, fluidità e calma.
  • sistema neurovegetativo; recuperando una condizione vagotonica, indispensabile a invertire il fenomeno dello stress cronico (diminuzione di allarme, di vigilanza, di preoccupazioni e di pensieri negativi), attraverso l’intervento sul diaframma, e sulle innervazioni del neurovegetativo.
  • Questi sono solo alcuni tra metodi e tecniche che rientrano nella metodologia della Psicologia Funzionale o Neo-Funzionalismo, che si applicano in un lavoro sullo stress cronico, lavoro che naturalmente è molto più ampio e che prevede di agire anche sulle abitudini disfunzionali e sui pensieri all’origine del sintomo, in modo da intervenire sulla persona per intero.

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